MODENA

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MODENA - VOLENDO VIAGGI

Modena città accogliente

Modena è famosa in tutto il mondo, soprattutto per alcuni personaggi-simbolo, come Enzo Ferrari e Luciano Pavarotti, e per alcuni prodotti della sua gastronomia: i tortellini, il lambrusco, il parmigiano. Ma Modena è ben altro, è una città che in pochi decenni è diventata una delle più ricche e avanzate d'Europa. A favore giocano certamente la laboriosità della popolazione, ma anche vari fattori geografici e ambientali e i numerosi gioielli artistici: innanzi tutto la Cattedrale del Duecento, indiscusso capolavoro del romanico italiano, che assieme a Piazza Grande e alla Torre della Ghirlandina costituisce un complesso di rara bellezza, dichiarato dall'Unesco "Patrimonio dell'umanità".

Bella e luminosa, semplice e al tempo stesso complessa, cordiale e scherzosa, amante dell’arte, delle belle lettere, del teatro e della musica, mai come a Modena ci si rende conto che è illusorio cercare di cogliere il senso di una città semplicemente elencando i suoi monumenti, i suoi capolavori artistici: questi sono aspetti importanti, momenti essenziali di crescita e di vitalità, ma della città sono solo una parte.

Modena è cresciuta con i mattoni fatti del suo fango. Il rosso dei mattoni si mostra talora “a vista”, ma più spesso si nascondono sotto intonaci tinteggiati di colori ricorrenti, che presentano diverse gradazioni, ma ritornano con la costanza del motivo conduttore legato ad un gusto ormai radicato: giallo, rosa antico e soprattutto ocra. Il mescolato riproporsi di queste tinte, tutte di tonalità molto calde, dà alla città un aspetto sereno ed accogliente.

Il centro è cresciuto attorno alla Via Emilia, seguendo il corso sinuoso dei canali; pertanto le strade non hanno la prospettiva solenne del rettifilo, bensì il gioco spesso variato della curva, che spezza la visuale, la riduce, la riporta ancor più a “misura d’uomo”.

Tuttavia, per cogliere appieno Modena bisogna anche saper alzare lo sguardo, e notare lo sporgere dei cornicioni e il profilo dei tetti. L’irregolarità vivace del disegno di comignoli e altane dimostra la presenza di una propensione all’aggiungere, o forse la volontà di trascrivere in tono minore e il gusto medievale delle torri.

Gli anni Ottanta del Novecento sono stati per la città momenti di grandi restauri, che hanno riguardato - tra l’altro - anche le pavimentazioni. Modena si coglie dunque in certe sue peculiarità anche osservando a terra. L’intervento più impegnativo ha interessato Piazza Grande e Piazzetta Tassoni, presso la Cattedrale, in cui è stata realizzata una pavimentazione di ciottoli, dal colore grigio uniforme che hanno i sassi portati giù dai monti dai fiumi modenesi: la loro utilizzazione ricorda con evidenza che Secchia e Panaro fanno di Modena una città di fiume.  

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