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GUBBIO

GUBBIO TRA STORIA ARTE E TRADIZIONI

GUBBIO TRA STORIA ARTE E TRADIZIONI - VOLENDO VIAGGI

Gubbio fu edificata in una posizione adatta a controllare il luogo in cui il Camignano, (principale corso d'acqua cittadino) confluiva nell'ampia piana solcata dai torrenti San Donato, Saonda ed Assino. La pianura che collega Gubbio a Città di Castello e, in direzione opposta, a Gualdo Tadino, si estende al centro di un territorio quasi tutto collinare, delimitato ad ovest e a sud-est rispettivamente dalle Valli del Tevere e del Chiascio, ed a nord-est dalla Via Flaminia. La città è stata inclusa nella Regione Umbria solo con l'unità nazionale, dopo essere stata compresa per quasi cinque secoli nell'Urbinate. Nonostante i resti degli antichi Umbri e le vestigia romane, Gubbio è senz’altro una cittadina medievale, per i suoi colori, le sue strade e piazze, il suo carattere. Di stampo medievale è il forte senso religioso, documentato a Gubbio dalle tradizioni gelosamente conservate, e dalla ricchezza di chiese, ma soprattutto dal fatto che essa è fondamentalmente un luogo francescano. Per le tradizioni, ricordiamo che a Gubbio si venera da secoli il vescovo Sant’Ubaldo. In suo onore, si corre ogni anno, il 15 di maggio, la famosissima Corsa dei Ceri, una delle più antiche manifestazioni folcloristiche italiane. La corsa si snoda per poco più di quattro chilometri, partendo dall’Alzatella fino alla basilica di Sant’Ubaldo, in cime al monte. Altra tradizione è l’annuale Palio della Balestra, gara d'arme che risale al XII secolo. Si celebra tra squilli di trombe e garrir di bandiere nella suggestiva Piazza Grande. Gubbio è, insieme a Sansepolcro, la sola città d'Italia che coltivi ancora questa forma di sport medievale. Al Palio, organizzato dalla Società dei Balestrieri di Gubbio, di solito a Ferragosto, partecipano spesso squadre straniere. La manifestazione è preceduta e chiusa da un imponente corteo in costume. La conclusione delle gare è salutata dai rintocchi del "campanone" situato nella torre del Palazzo dei Consoli. Un altro Palio della Balestra si svolge l'ultima domenica di maggio e vede in lizza i balestrieri di Gubbio e quelli di Sansepolcro. Gubbio è da sempre famosa per la sua produzione di ceramiche e di lane. L’arte della ceramica fu tramandata nei secoli ed ebbe grande sviluppo e splendore tra la fine del XV e la metà del XVI secolo. Pur essendosi evoluta nel tempo, la ceramica eugubina ha legato la sua fama soprattutto ai lustri dorati, argentei e rosso rubino, ottenuti con una tecnica di origine araba, in antico chiamata "maiolica" ed ora conosciuta come "lustro ad impasto" o "lustro metallico". L’importanza della lana è testimoniata dal prestigio di cui godeva la Corporazione dell’Arte della Lana e dal fatto che, ancor oggi, esistono a Gubbio le Logge dei Tiratori, all’ombra delle quali la lana veniva messa ad asciugare. Di medievale, infine, Gubbio ha qualcosa d’altro, qualcosa di diverso. Un briciolo di geniale imprevedibilità, di sana e scherzosa “pazzia”, più toscana che umbra, sembra animare gli eugubini, tanto che Gubbio è detta “la città dei matti”. E questa “pazzia”, irrazionale ma simpatica, è davvero contagiosa: per tradizione secolare, Gubbio conferisce la "patente di matto" e la cittadinanza onoraria a chi compie tre giri della vasca della cinquecentesca Fontana dei Matti, appunto, situata in Largo Bargello.

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